Unlimited PS Actions, graphics, videos & courses! Unlimited asset downloads! From $16.50/m
Advertisement
  1. Design & Illustration
  2. Arabic Calligraphy
Design

Calligrafia araba creativa per principianti: introduzione

by
Difficulty:BeginnerLength:LongLanguages:
This post is part of a series called Arabic Calligraphy for Beginners.
Creative Arabic Calligraphy: Anatomy of the Letterforms
This post is part of a series called Learn How to Draw.
Think With Forms, Not Lines: Take Your Drawing to the Next Level
Defining and Valuing Art

Italian (Italiano) translation by Danilo Maccioni (you can also view the original English article)

Final product image
What You'll Be Creating

Dato che questo corso è rivolto a chiunque, compreso chi non ha conoscenze pregresse dell'arabo, un'introduzione alla scrittura e alle basi di questo alfabeto sono necessarie prima di poter iniziare a lavorare proficuamente con la calligrafia. Perciò questa prima lezione sarà eccezionalmente teorica. Anche chi parla arabo potrà trovare qualcosa che non conosceva ancora, dato che a scuola o nella quotidianità non è detto che la si impari.

Ciò che intendo insegnare in questa serie di lezioni non è la scrittura fluente tradizionale che le parole "calligrafia araba" potrebbero evocare. Data la loro bellezza, sono molto formali, e richiedono un lungo e ripetitivo apprendistato per imparare a riprodurle correttamente, e ancor più lungo per essere in grado di esprimersi con loro ("Fate della paziente imitazione una vostra abitudine", disse  Ibn al-Bawwâb, uno dei più rinomati interpreti di quest'arte).

Soltanto una manciata di persone nel mondo, oggi, ci riesce; molti praticanti sono felici di usare quel che hanno imparato come lo hanno imparato, mentre una gran parte degli studenti che ho osservato, hanno perso interesse molto prima di aver raggiunto la necessaria padronanza.

Questa non vuole essere una critica all'approccio tradizionale, esso è meraviglioso ed è adatto a molti - ma non a tutti. Per chi vuole usare  la calligrafia araba (che d'ora in poi chiameremo khatt) in maniera creativa, ho inserito assieme a questo corso, un adattamento per il web di un altro corso che insegno a Londra.

Il contenuto del corso è del tutto originale, così come l'ho consolidato nella mia personale esperienza, acquisendo le basi da un maestro moderno che non mi ha insegnato teoria, ma mi ha messo al lavoro per molti anni, fin quando la tecnica è diventata istintiva. Quindi non può essere paragonato, con i corsi ufficiali tenuti da calligrafi muniti di licenza (ijâza).

L'obiettivo di queste lezioni non è di insegnarvi ad imitare fedelmente le forme, ma di offrirvi la comprensione delle lettere e di come disporle assieme, cosicché possiate farle vostre e creare con esse, come ho fatto io. A tale scopo, adotteremo la scrittura cufica.

Cufico vs. scritture arrotondate: la storia

Le scritture della calligrafia araba possono essere suddivise in due grandi famiglie: le cosiddette scritture rettilinee (cufico), e le corsive o scritture arrotondate. Sebbene il cufico spesso sia presentato come se fosse una singola specifita scrittura rispetto alle altre, questo non è esatto, rappresenta una semplificazione forzata. Per chiarire questo concetto, descriverò brevemente la storia di queste due famiglie e spiegherò le loro differenze fondamentali. (Si noti che tutti i nomi con cui identifichiamo le scritture sono stati assegnati successivamente. Le fonti del periodo li adoperavano in maniera più disinvolta.)

La nascita delle scritture rettilinee

Nel periodo pre-islamico, la scrittura era conosciuta dalla gente della penisola arabica ed era in uso una sua forma primitiva. Era una cultura con una forte tradizione orale, se ne faceva un uso limitato e i primi testi giunti fino a noi mostrano tutti i difetti di un sistema che non era ancora del tutto sviluppato.

Samples of early Arabic texts
Esemplari di primi testi arabi poco prima della nascita dell'Islam

Poi, da un giorno all'altro, essi si trovarono in possesso di qualcosa da preservare, non solo parola per parola, ma anche delle pause tra di esse. Era il Corano, e necessitava di una degna trascrizione, così l'arabo acquisì un prestigio speciale, essendo la lingua scelta da Dio per la Sua rivelazione. Le lettere dell'alfabeto divennero magiche creature dal momento che erano in grado di rappresentare e custodire la Parola divina.

Così i primi scribi diedero alla scrittura un nuova sembianza: Il cufico fu la prima scrittura realizzata con l'intenzione di apparire meravigliosa. Erano ancora giorni nei quali la recitazione salmodiata del corano era praticata a memoria, e dunque l'aspetto pratico della leggibilità era un fattore secondario: era molto più importante l'estetica del testo, il suo equilibrio, l'armonia, e il senso di meraviglia che ispirava. 

Abbasid dynasty Quran
Corano della dinastia degli abbàsidi (VIII - IX secolo)

Questo fu un periodo esaltante per la calligrafia, nel quale i calligrafi potevano sperimentare in un campo di infinite possibilità. Il sistema che ne derivò era coerente, ma non limitato nelle forme: il cufico era un sistema essenziale, nel quale le forme potevano essere costantemente reinventate.

Così vediamo le sue varianti adeguate ai mezzi, inchiostro su pergamena, sulla pietra, mosaico o anche muratura (i primi caratteri costituiti da"pixel" al mondo!), tutti riconducibili al cufico, ma non perfettamente identici. Una variante chiamata cufico orientale o corsivo spezzato, è filiforme presenta contrasti dinamici e diagonali, come se fosse influenzato dagli stili arrotondati, ma senza perdere le peculiarità del cufico. L'unico stile cufico che non può essere modificato è il cufico squadrato, questo perché è la forma più scarna della scrittura araba.

Early Kufic script
Il Corrano blu, Kufico primordiale (IX secolo)
Square and other geometric Kufic
Kufico squadrato ed altri geometrici, dalla pergamena Topkapi (Iran, dinastia dei Safavidi, XV secolo)
Eastern Kufic
Cufico "orientale", XI secolo
Ornamental Kufic
Cufico ornamentale in una scodella da Nishapur (X secolo)

Per 300 anni, soltanto il Cufico era abbastanza maestoso per rappresentare il Corano, e nel Maghrib (che in arabo  significa "tramonto" o "Ovest", per esempio Africa del Nord, le terre dell'Ovest d'Egitto) non ha mai perso la sua condizione ma ha sviluppato una particolare forma corsiva, ugualmente soggetta alle variazioni: la scrittura Maghribi.

Maghribi script
Corano dal Nordafrica, con scrittura Maghribi (XIII secolo)

L'avvento delle scritture arrotondate

D'altra parte, nel Mashriq ("alba" o "Est", nel Levante e Medio Oriente), dove sono state sempre situate le capitali del mondo musulmano, una gran quantità di lavoro amministrativo richiese una moltitudine di scribi, e questo inevitabilmente incrementò lo sviluppo delle scritture corsive o arrotondate, più rapide da utilizzare e più adatte alle scale ridotte delle lettere e dei documenti ufficiali.

Infine si mise molto impegno per elevare lo stato della scrittura arrotondata al pari del cufico, per renderla degna dei testi sacri, sopratutto per la comparsa sulla scena della carta, che offriva caratteristiche differenti rispetto la pergamena. 

Fu un'evoluzione graduale, ma la tradizione attribuisce l'invenzione rivoluzionaria ad un uomo, Ibn Muqlah, trasformandolo in un leggendario padre della calligrafia islamica classica. È conosciuto come l'inventatore del sistema delle proporzioni cosicché tutte le lettere si basino sull'altezza dell'Alif, che a sua volta è disegnata in relazione allo spessore della penna utilizzata.

Ciò diede consistenza ed armonia alla scrittura, e, proprio come soffiare il vetro cambio la storia della sua lavorazione, questo portò la calligrafia ad un nuovo livello - niente di comparabile seguì da allora (riflettete su questo: il khatt non ha subito evoluzioni significative dal X secolo).

I sei stili (Aqlam el-Sitta) della tradizione calligrafica islamica classica furono creati e perfezionati da Ibn Muqlah e i suoi successori Ibn el-Bawwâb e Yaqût. Essi sono il Naskh (alla base di molti stili di caratteri arabi), il Thuluth, il Muhaqqaq, il Rayhani, il Riqa' e il Tawqi'.

Thuluth script
Riga in scritturaThuluth (XIII secolo)
Naskh script
Corano in scrittura Naskh (inizio XX sesolo)
Muhaqqaq script
Scrittura Muhaqqaq, dinastia Mamelucca
Tawqi script
Corano in scrittura Tawqi' (XIV secolo)

Questo fu l'ultimo contributo da questa parte di mondo. Dopo la caduta degli abbàsidi nel 1258, il polo culturale e di potere del modo islamico si spostò da Baghdad alla Persia, dove furono sviluppate le scritture persiane: il Ta'liq, il Nasta'liq (che tuttora è la scrittura ufficiale del persiano e dell''urdu), e il Shikasteh. Nel 1517, furono gli Ottomani ad ereditare sovrintendenza del mondo islamico e lo sviluppo turco portò al super strutturato Diwani, e al Ruq'a  sui quali oggi si basano tutte le calligrafie del mondo arabo. Altre tipologlie di scrittura minori, spuntarono in Indonesia, ma non ebbero particolare rilevanza nlla storia del khatt.

Taliq script
Scrittura Ta'liq (XVI secolo)
Nastaliq script
Scrittura Nasta'liq (XVIII - XIV secolo)
Diwani and Diwani Jali
Diwani e Diwani Jali

Confronto

Le scritture arrotondate in arabo sono chiamate al-khatt al-mansûb, che significa "la scrittura che uniforma, che è regolata" Questa è la differenza con il cufico: le scritture arrotondate sono formali. Ci sono regole molto specifiche su come scrivere ciascuna lettera e su come connetterle, regole da praticare fin quando la mano non le esegue automaticamente.

Ciò è di grande effetto, ma a scapito della libertà creativa. Infatti era lo scopo di un grande calligrafo far sì che il suo lavoro apparisse come se la mano umana non fosse coinvolta nella sua realizzazione, tantomeno la sua personalità. Questo è il motivo per il quale le scritture arrotondate sono più semplici da insegnare (letteralmente una bazzecola), ma molto più impegnative da padroneggiare. 

Il cufico contrariamente è più complicato da insegnare, richiede più partecipazione e sensibilità da parte dello studente, dato che è un metodo piuttosto che una formula estetica, dunque il lavoro di ciascuno studente risulterà più personale. Come desse il mio insegnante: "Il ritorno al cufico è il ritorno alla prima creazione."

L'alfabeto

Non occorre parlare arabo per lavorare con il khatt, infatti questa scrittura viene utilizzata da svariate lingue incluso il persiano e l'urdu. Necessiterete di una certa confidenza con le lettere, così in questa prima lezione, prima di dedicarci alla calligrafia o "bella scrittura", impareremo a rappresentarle.

L'alfabeto arabo e quello latino hanno la stessa origine, l'alfabeto fenicio. Quindi mostrano alcune analogie (l'insieme delle lettere è simile, per esempio), ma sono anche molto diverse sotto altri aspetti. Qui ci sono le caratteristiche da conoscere, un allievo Occidentale potrebbe trovarle più impegnative.

  • L'arabo è scritto da destra verso sinistra.
  • Ci sono 28 lettere, ma molte di queste si ottengono per mezzo di punti, infatti le forme delle lettere (morfemi) sono soltanto 18, per 28 suoni (fonemi). C'è molto meno da imparare quando guardiamo le lettere nel dettaglio.
  • Non ci sono vocali; il suono vocalico è indicato da un sistema di accenti diatrici che descriverò nella prossima lezione. Questi sono facoltativi. Il più delle volte omettiamo questi segni completamente. Nel khatt, essi possono essere aggiunti come abbellimento, o ignorati del tutto.
  • La divisione in sillabe non esiste. Una parola deve terminare sulla stessa riga che è iniziata.
  • Le lettere non hanno una forma maiuscola. Invece, la loro forma varia in funzione della loro posizione nella parola (iniziale, mediana, finale, isolata). Questo suona più complesso di quel che è in realtà, perché alcune lettere mutano drasticamente. Soltanto alcune hanno un unica forma. Una dettaglio essenziale è se esse legano oppure no (prossimo punto).
  • Nelle scritture latine (per esempio nell'inglese), le lettere sono legate assieme nel corsivo o nella calligrafia e slegate nella forma stampata. Nell'arabo, dipende dalle lettere. Tutte le lettere possono legare alla destra, ma solo alcune di esse non legano a sinistra. Una tradizione poetica dice siano lettere angeliche, perché attaccate alla loro origine (Dio) ma staccate da ciò che segue (il mondo). Quando parlo di lettere che non legano, mi riferisco a quelle che non legano a sinistra.
Non-connecting letters
Queste sono le lettere, raggruppate per forme, in una sequenza conosciuta come la sequenza grafica (usata dai dizionari moderni). Questo schema mostra soltanto le forme isolate delle lettere, e come esse siano raggruppabili per la forma della lettera. Fornisce anche i loro nomi, utili da sapere, e il suono che gli corrisponde, non così rilevante ai nostri scopi.
Alphabet chart The names and forms of the letters

(Nota: la pronuncia di alcune lettere, come la jîm ج, può variare sensibilmente tra le realtà arabe. Dato che lavoreremo soltanto con le lettere scritte, è poco rilevante ai nostri fini.

Il prossimo schema mostra soltanto le 18 forme di lettere, nelle loro forme finale, mediana, iniziale e isolata. Le forme in nero, sono quelle che variano, e quelle in grigio sono date solo per fornire un'immagine completa.

Se le guardate attentamente, vi accorgerete che non sono del tutto diverse, gli diamo uno sguardo per notare come appaiono con la legatura sulla destra, per il resto si possono ignorare. Ma quelle nere cambiano del tutto, guarderemo più approfonditamente l'anatomia di queste lettere nella nostra prossima lezione.

Letterforms in their different positions

Segue l'ultimo schema, che mostra l'originale e molto più significativa sequenza numerica. Tempo addietro, come per altri alfabeti, l'arabo non aveva i simboli per rappresentare i numeri (1234...): ciascuna lettera aveva un valore numerico che poteva essere usata per indicare un numero. La sequenza numerica riflette quest'ordine. Essa è conosciuta come abjad hawaz, un modo per vocalizzarla (partendo da destra!) e ricordarla: Abjad Hawwaz Ḥuṭṭi Kalamon Sa'afaṣ Qarashat Thakhadh Ḍaẓhagh.

The numeric sequence

Queste "parole" non significano nulla, ma nel simbolismo esoterico, esse rappresentano i nomi di otto angeli a sostegno del Trono divino che circonda tutti i mondi. Questo vi da l'idea dell'importanza cosmica attribuita all'alfabeto, ovvero circondare e sostenere l'universo conosciuto.

Esercizi

Gli esercizi di oggi mirano semplicemente a farvi prendere confidenza con questi due comuni tipi di comportamento delle lettere in una parola: come cambiano forma e come si connettono (chi parla arabo, potrà saltarli). Quindi senza badare all'estetica, procuratevi un foglio e una penna per ciò che segue. Le risposte per questi esercizi si trovano nel documento allegato a questa lezione: scaricatelo e decomprimetelo (dopo aver finito!).

1. Qui c'è una lista di parole scritte con lettere non legate nella loro forma isolata. Usando lo schema dell'alfabeto come guida, riscrivete le parole legandole correttamente, adoperando le lettere nella forma adeguata alla loro posizione (esse sono già nel verso corretto).

Exercise 1

2. Alziamo il tiro: trascrivete le seguenti parole in arabo. Ricordate di disporre le lettere da destra a sinistra.

Exercise 2

3. Vorrei suggerirvi inoltre di svolgere una ricerca di immagini corrispondenti ai termini "calligrafia cufica" per prendere confidenza con le sue varie forme. Se riuscirete a riconoscere negli esiti che otterrete, alcune delle lettere che vi ho presentato, complimenti, in caso contrario, va bene uguale. Le vedremo molto attentamente nella nostra prossima lezione.

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Looking for something to help kick start your next project?
Envato Market has a range of items for sale to help get you started.